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La storia..

Dal 1908 la Pubblica Assistenza  " Croce Bianca " di Bolzaneto, esercita la sua nobile opera di pietà. Un esiguo numero di volenterosi, la costituì in una riunione tenuta nell'antica trattoria "del Drin", oltre il ponte sul Polcevera, con la nomina di un Comitato Provvisorio che risultò così composto:

  • Pozzi Guido (Presidente)
  • Viale Francesco (Cassiere e segretario)
  • Ghersi Amedeo, Crosa Giuseppe, Giannoni Carlo(Consiglieri)
  • Roncallo Serafino, Traverso Giovanni (Esattori)
  • Bernardo Lavagetto, dott. Ciro Gaviglia (Direttori Sanitari)

Dopo pochi giorni, il 5 Marzo, una seconda riunione nel Cinematografo Parigino dei fratelli Crosa, perfezionava gli accordi, otteneva il plauso della Amministrazione Comunale, rappresentato dal sindaco Custo e dall'Assessore Boccardo, intervenuti all'adunanza con i presidenti delle Associazioni locali mentre la Cittadinanza era invitata a dar prova di alti sentimenti di fratellanza, assicurando  il suo concorso materiale ed il suo appoggio morale.

Ancora raccolta in un'aula scolastica del palazzo del Comune, la Croce Bianca di Bolzaneto era nata, viva e vitale ed il 18 Marzo, con il primo servizio, iniziava la sua opera disinteressata e benefica col vivo consenso della popolazione plaudente a questi Volontari Crociati, che compiono i primi servizi con scarsi mezzi ed in località disagiate, prodigandosi ovunque con abnegazione.

Al Comitato Provvisorio, è succeduto dal 15 Marzo, ii primo Consiglio, che ha curate con attività, intelligenza e sagacia l'ascesa dell' istituzione appena nata.

 

Citiamo a loro onore i nomi dei  componenti: 

  • Pozzi Guido (Presidente)
  • Vittorio Morandi (VicePresidente)
  • Viale Francese (Cassiere)
  • Glauco Barabino (Segretario)
  • Mario Borneto (Vice Segretario)
  • Re Eugenio (Economo)
  • Ghersi Amedeo, Crosa Giuseppe, Giannoni Carlo, Fabris Leonida, Pastorino Serafino (Consiglieri)
  • Bernardo Lavagetto, dott. Ciro Gaviglia (Direttori Sanitari)

 

Una barella mano, ceduta dalla P.A. Croce d'Oro Sampierdarena, sostituì la inadeguata barella a spalla del Comune. Altre barelle a mano seguirono la prima,  aumentarono i soci, si perfezionarono i servizi.

Bolzaneto, zona industriale in continuo sviluppo, specie nel ramo siderurgico che dava un forte contingente di infortuni, vedeva con l'istituzione della P.A. Croce Bianca, risolto l'importante problema dell'assistenza agli infortunati. Gli ammalati potevano fruire di un più rapido e riposante trasporto

II terremoto del 1908

II terremoto di Reggio Calabria e Messina del 28 Dicembre 1908, impegno la P.A. nel trasporto agli ospedali dei feriti giunti via mare fino a Genova, oltre ai normali servizi locali. II Ministro dell' lnterno confermava per l'occasione, la Menzione Onorevole alla giovane P.A. Croce Bianca di Bolzaneto, in riconoscimento dei faticosi servizi compiuti.

La tragedia avvenne alle ore 5:21 del mattino, nella piena oscurità e con gli abitanti in parte immersi nel sonno, ii terremoto, che raggiunse il 10° grado della scala Mercalli, accompagnato da maremoto, mise a soqquadro le caste calabro-sicule con numerose scosse devastanti. La città di Messina, con ii crollo di circa ii 90% dei suoi edifici, fu sostanzialmente rasa al suolo. Gravissimi i danni riportati da Reggio Calabria e da molteplici altri centri abitati del circondario.

II colera

Una Medaglia d'Oro dei Comuni di Bolzaneto e di S. Quirico, fu conferita alla nostra P.A. dopa l'epidemia di colera che colpì la ValPolcevera nel 1911. Con vera abnegazione e sacrificio, i valorosi Militi si erano prodigati nel trasporto degli ammalati e nell'assistenza e ed isolamento dei famigliari.

La guerra

Nella guerra 1915-1918, 4 Militi caddero in azioni di guerra, facendo partecipe della loro gloria ii Sodalizio.

La prima ambulanza

Sempre più pressante la necessita di rendere rapidi i servizi, entro in funzione una barella ippotrainata e nel Marzo 1927 si inauguro la prima Autolettiga Spa 25 C. 10.

II decreto del 1930

II 19 Maggio 1930 la P.A. Croce Bianca di Bolzaneto e riconosciuta giuridicamente ed eretta in Ente Morale, con Regio Decreto.

Ad agevolare le prestazioni nell'estesa zona, si istituiscono due sotto sezioni, la P.A. fondo Guardia e la P.A Frazione di Murta con ottimi risultati.

L'ultimo periodo bellico ha messo a dura prova i nervi ed i cuori di questi nostri volontari del soccorso. A riposo forzato l'ambulanza per mancanza di carburante e di pneumatici, ridotti i militi per le chiamate alle armi, con gli anziani ed i giovanissimi, ripresero a funzionare le barelle a mano e con queste si trasportarono i feriti di Genova dopa ii bombardamento navale del 9 febbraio 1941 ed i molti feriti del bombardamento aereo sulla vicina Teglia. I nostri militi, diedero tutto se stessi, tutte le loro energie nella pietosa quanta coraggiosa opera di soccorso assumendosi pure il pronto soccorso nelle gallerie rifugio. La lotta Partigiana raddoppio i loro sforzi generosi perché doppio pericolo incombeva. Si assistevano e si trasportavano Partigiani feriti o ammalati, di nascosto, per porli in salvo e ciò con grave pericolo di rappresaglie tedesche. La Medaglia d'Oro dell'A.N.P.I., testimonia le eroiche gesta.

Le giornate della Liberazione, trasformarono la Sede Sociale in un piccolo ospedale. Vi si curavano i feriti di quei giorni, vittime della vendetta Tedesca. Altri valorosi caduti di questa guerra onorarono con ii loro sacrificio l'Associazione che di purissimo amore li aveva plasmati.

Con ii ritorno dei militari, si ricomposero le file della P.A. sempre presente, col suo soccorso, nelle calamita.  lnfatti dopo la grave alluvione del Polesine fu affidato al Presidente della Croce Bianca, l'incarico di guidare una grande colonna di automezzi ed autoambulanze cariche di indumenti e viveri per gli alluvionati. Nel 1964 anno della grave alluvione che ha colpito ii delta del Po la P.A. si fece promotrice di una raccolta in denaro ed indumenti che furono direttamente consegnati da un gruppo di nostri militi al Presidente della Consorella Croce Verde di Adria.

Lo spirito volontaristico di abnegazione che aveva animato i Nastri Soci Fondatori non e venuto a meno, attraverso le innumerevoli difficoltà create da due conflitti mondiali, superando gravi momenti di sconforto, e giunto fino a noi come un bagaglio di esperienza ed esempio di vita